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Nine Below Zero, la Cult-Band del British Blues
Nine Below Zero, ribattezzata la cult-band del British Blues, venerdì
11 luglio aprirà l’edizione 2008 dell’Etna Blues
Festival. Miscela eterogenea di stili diversi i Nine Below Zero hanno
dato vita nel corso degli anni a concerti entusiasmanti per la magia
che sanno ricreare. Tennis Greaves, chitarra e voce, Mark Feltham, armonica
e voce, Gerry McAvoy, basso e Brendan O’Neill, batteria, compongono
un gruppo che ha all’attivo un curriculum artistico di tutto rispetto.
La loro intesa perfetta è il frutto naturale di una lunga esperienza
comune. E’ soprattutto negli spettacoli-live che questa combinazione
di artisti è letale, poiché la band riesce a coniugare
la grinta del r’n’b e la passione del blues, shakerate dall’irruenza
del punk. Un omaggio al rock-blues militante è “Hat’s
Off”: l’album-tributo in cui rendono omaggio ai loro eroi
musicali di sempre, catturando le sonorità tipiche dei tempi
d’oro del blues elettrico.
I Nine Below Zero nascono nel 1977 nel South London, nelle fila della
band giovanile “Stans Blues Band” voluta da Dennis Greave
(all’armonica c’è già Mark Feltham), in cui
appare evidente l’amore per il blues e il R’n’B.
La band intanto conquista crescente credibilità a suon di concerti
anche nel resto d’Europa. Il primo passo per l’affermazione
sui palcoscenici che contano è il cambio di nome: la “Stans
Blues Band” diventa “Nine Below Zero”, un nome che
incontra sin da subito i favori di Tennis Greaves.
Il successo non tarda ad arrivare. Viene pubblicato l’EP “Pack
Fair and Square” supportato da un contratto con l’A&M
Records. Il 16 luglio 1980 la band pone una pietra miliare nella propria
storia, registrando il suo primo album “Live at the Marquee”,
che ha il merito di catturare la vivida ed eccitante realtà della
band di questo periodo.
L’attività live intanto continua. Anche Eric Clapton apprezza
i NBZ, tanto da invitarli a partecipare ai suoi concerti alla Royal
Labert Hall.
Nel 1997 la band fonda la propria casa discografica, la Zed Records,
e la prima uscita è “Covers”. Ultimo tassello della
discografia dei NBZ è l’album “Hat’s Off”
(ottobre 2004), un disco che esalta e celebra il blues elettrico.
Impeccabile l’affiatamento tra i componenti della band: dietro
Tennis Greaves, il front-leader del gruppo, affiora la possente sezione
ritmica costituita da Gerry McAvoy (basso) e Brendan O’Neill (batteria),
irruente come una tempesta. Sopra ogni cosa prende forma l’inconfondibile
armonica di Mark Feltham. Il sound dei Nine Below Zero produce un tale
trasporto che spesso gli spettatori risultano coinvolti più dei
musicisti stessi. Niente trucchi, ma una musica autentica ed originale:
questo è il segreto dei Nine Below Zero.

Bettye
Lavette, la Regina del Soul-Blues
Definita
da critica e pubblico la “regina del soul blues” Bettye
Lavette è un’artista che calca con successo i palcoscenici
della musica di qualità sin dall’età di 16 anni.
Voce sofferente e brillante, energica e sensuale, scovata dal produttore
discografico Johnnie Mae Matthews, sarà presente a Mascalucia
sabato 12 luglio. A 16 anni, era il 1962, la realizzazione del primo
singolo. Il brano intitolato My Man - He's A Lovin' Man diventa un successo
nazionale dopo che l'Atlantic Records ne rileva i diritti. Ciò
la porta a fare un tour a fianco dei musicisti rythm and blues Clyde
McPhatter, Ben E.King, Barbara Lynn, Otis Redding ed anche per un breve
periodo con James Brown. Seguirono il singolo Let Me Down Easy, poi
divenuto la sua colonna sonora, nonchè vari altri singoli incisi
per etichette diverse a cui non fu mai contrattualmente legata.
La sua musica ha in sé qualcosa di spirituale e religioso, ma
è anche carica di sentimenti vibranti, passioni, gioie e dolori
umani. Nella sua carriera si segnalano più concerti che registrazioni.
La “Motown” le offre, nel 1982, un contratto per riempire
il vuoto lasciato da Diana Ross. Registra l'album "Tell Me A Lie",
che contiene il singolo Right in the Middle of Falling in Love. Tuttavia
l’artista è consapevole dei significativi progressi che
è ancora costretta a fare per sfondare definitivamente. Nel 1991
è la volta di "Not Gonna Happen Twice" per l'etichetta
di Motorcity di Ian Levin. Nel 1999 Gilles Petard, un collezionista
di dischi soul francese, scopre gli originali di un album che la Lavette
registrò nel 1972, presso gli studi Muscle Shoals Sound, intitolato
"Child of the Seventies", e relegato negli archivi dell'Atlantic
Records. Un vero peccato dal momento che l'album di cui Petard rileva
i diritti e distribuisce nel 2000 con propria etichetta (Art and Soul),
con il titolo di "Souvenirs", è ritenuto un vero capolavoro.
L'uscita di "Souvenirs", porta la Lavette a produrre un album
dal vivo e ad altri due nuovi album. Tra questi ultimi, l'acclamato
"I've Got My Own Hell to Raise" del 2005, prende titolo dal
testo di "Sleep to Dream" brano di successo di Fiona Apple
- l'album ne include una cover - un album tutto al femminile al quale
partecipano cantanti di spicco come Sinead O'Connor, Lucinda Williams,
Joan Armatrading, and Dolly Parton. Il suo ultimo album "The Scene
of the Crime", uscito nel 2007, è la consacrazione di una
dark lady, la cui voce è capace di spingersi oltre i confini
dei luoghi di origine, facendo suoi brani di alcuni dei grandi della
storia della musica, rivelandone potenzialità nascoste.
Secondo gran parte della critica Bettye Lavette è stata una delle
più grandi e sottovalutate cantanti R&B. Un’artista
ricordata come interprete straordinaria delle miserie, delle debolezze,
dei drammi e delle migliori pagine della vita dell’uomo.

WILLY
DEVILLE & The Mink DeVille Band
Una
delle stelle dell’Etna Blues Festival edizione 2008, Willy DeVille,
riconoscibile a primo impatto per i suoi proverbiali tatuaggi e la vistosa
chioma stile mohicano, è considerato uno dei “grandi”
della “musica del diavolo”. Approderà nel Comune
etneo domenica 13 luglio.
Una giovinezza controversa quella di Willy DeVille, ritenuto uno dei
più grandi artisti americani in circolazione, un "dannato"
e uno straordinario "soul man", nella tradizione di Otis Redding,
Ben E. King e dei Drifters.
De Ville, il cui vero nome è William Borsey, nasce nell'agosto
del 1950 nel Connecticut e diventa ben presto un autentico rappresentante
della tradizione musicale del proprio paese. Musicista poliedrico (canta
e suona chitarra, dobro e armonica), con un look da “dandy luciferino”
che tradisce però l'amore per il mondo gitano, è un pirata
metropolitano che miscela con sapienza i generi più diversi:
il blues di Robert Johnson, l'r&b di Solomon Burke, il rock'n'roll
anni '50 di Gene Vincent e il New Orleans sound di Allen Toussaint e
Dr. John. La sua voce aspra sussurra il blues, urla rock'n'roll scalcinati
e seduce come ad una fiesta latina (ha fatto storia la sua versione
chicana della "Hey Joe" di Jimi Hendrix).
E' tanto grande come interprete quanto come autore e compositore.
Una spiccata insofferenza per il music business, unita ad una travagliata
esperienza di vita, lo portano lontano dai favori dell'industria discografica
americana e lo rendono un mito fuori patria, soprattutto nel vecchio
continente che lo ha adottato come icona dell'artista maledetto, largamente
amato ed apprezzato.
Nel 1987, con Mark Knopfler (Dire Straits) alla produzione parte la
sua illuminata carriera solista con il capolavoro "Miracle".
Il brano "Storybook Love" ebbe il merito di conquistarsi nientemeno
che una nomination all'Oscar.
Da questo momento in poi sarà "Willy DeVille" e pubblica
altri 8 album. Nel 2004 arriva "Crow Jane Alley", il nuovo
atteso disco inciso in studio, e Willy fa ancora centro nel cuore dei
fans e della critica. 9 brani inediti e ispirati, 2 cover: "Slave
To Love" di Bryan Ferry e "Come A Little Bit Closet"
di Jay And The Americans. Willy regala un album denso delle sue espressioni
artistiche migliori: soul e musica latina, blues e rock'n'roll, country
e ballad mozzafiato. E per la prima volta volge lo sguardo alla politica,
con l'amara denuncia nel brano "Trouble Comin' Everyday".
Nel 2006 esce il dvd ‘Live in the Lowlands’ e nel 2007 la
canzone ‘It’s so easy’ fa parte della colonna sonora
di "Death Proof" in nuovo film di Quentin Tarantino. Nel 2008
Willy e la Mink DeVille band hanno rilanciato il nuovo album ‘Pistola.
Da ricordare i superbi “I'm gonna do something the devil never
did”, “You gotta the world in your hands”, “The
stars that speak”, “The mountains of Manhattan” e
“So so real”
| Domenica
13 luglio

Walking
Trees
I
Walking Trees, vincitori dell’edizione 2008 del Concorso
Blues Band On Stage, sono una formazione musicale di Reggio Calabria,
nata nel 1993, che ha all’attivo numerose partecipazioni
in alcuni tra i più importanti Festival presenti sul panorama
nazionale, tra cui l’Etna Blues Festival di Mascalucia.
La band è composta dalla cantante Teresa Auddino, da Enzo
Tropepe alla chitarra, Franco Pezzano al basso e Giancarlo Alessi
alla batteria. La grande passione per il rock/blues ha fatto sì
che il gruppo calcasse le scene di tutti i locali disponibili
in Calabria e partecipasse a numerose manifestazioni anche in
Sicilia. Il nome della band deriva dalla radice di un albero trovata
durante una passeggiata distensiva in montagna. I Walking Trees
sono una cover band e le loro maggiori fonti di ispirazione sono:
Muddy Waters, Jimmy Reed, Buddy Guy e B.B. King.
I Walking Trees apriranno la serata di domenica 13 luglio, confrontandosi
con una delle stelle dell’Etna Blues Festival, il soul-man
Willy DeVille.
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Domenica
13 luglio

Marco
Gioè and the shotgun
La
band nissena Marco Gioè and the Shotgun si è classificata
seconda alle selezioni di Sicilia Blues
Il gruppo, che ama definirsi “wild blues”, vanta un’esperienza
notevole alle proprie spalle, fatta di numerose partecipazioni
a Festival di successo, come il Pistoia Blues Festival e l’Etna
Blues Festival di Mascalucia. La band nissena, attiva dal 2004,
ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui la vittoria a
“Obiettivo blues in 2007”, la rassegna musicale che
seleziona le band esibitesi al Pistoia Blues Festival. Nel 2005
la band ha aperto la serata dell’Etna Blues Festival in
cui si esibì l’immenso Popa Chubby. Ed ancora il
gruppo ha ottenuto il primo posto al Rock Auser Festival del 2006
al Albi (CZ) e ha partecipato con successo al Blues On The Street
di Tropea. Nel marzo del 2007 è uscito il loro primo album,
“We live in a jungle”. Il secondo album della formazione
musicale, intitolato “Italoamericano”, contiene le
migliori cover che gli Shotgun eseguono durante i loro spettacoli.
Anche Marco Gioè and the Shotgun si esibiranno domenica
13 luglio.
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| Sabato
12 luglio

Hot
4 blues
Terzi
classificati al Concorso Blues Band On Stage, gli Hot 4 blues,
benché nati come band solo nell’aprile del 2007 da
un’idea di Andrea Marchese, Davide Guzzo e Daniele Scalia,
sono già apparsi diverse volte nel panorama rock-blues
siciliano, e hanno trovato la propria consacrazione grazie alla
voce di Paola Quattrocchi, in arte Paola 4. Ritmo frizzante e
brioso quello degli Hot 4 blues, già esperti nel dominare
la scena, grazie soprattutto alla verve impetuosa della cantante
Paola 4 e al talento del chitarrista Andrea Marchese. Il gruppo
propone un rock-blues energico e potente, che la band definisce
“blues elettrico e fuoco”. Tra i brani preferiti di
un vasto repertorio si spazia da Robben Ford a Koko Taylor, dai
Rolling Stones a Gay Moore. La giovane band propone anche brani
inediti recentemente realizzati, come “Hot 4 blues”
e “But I’m blues”, “brani che parlano
di noi, della nostra passione matta e disperatissima per tutto
ciò che ruota attorno al blues. Il blues è la fenomenologia
della nostra anima, talora disperata ma non troppo e altre volte
eccitata, febbrile o semplicemente scanzonata”. Gli Hot
4 blues si esibiranno sabato 12 luglio aprendo la serata della
regina del soul-blues Bette Lavette.
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Sabato
12 luglio

Umberto
Porcaro & the Rollercoaster
Sabato
12 luglio si esibiranno anche Umberto Porcaro & the Rollercoaster.
Umberto Porcaro è un giovane bluesman palermitano che ha
scelto il blues come mezzo espressivo e comunicativo.
Il suo esordio ufficiale coincide con l’uscita del primo
album “You Belong To Me” (2002) che è il frutto
di mesi di preparazione e di studio.
Umberto è stato selezionato per “Obiettivo Blues
In”, un concorso per musicisti emergenti svoltosi nell’ambito
del Pistoia Blues Festival, avendo cosi l’opportunità
di dividere la scena con artisti del calibro di B.B.King, Buddy
Guy e Robben Ford.
Dopo numerose esperienze incoraggianti che lo hanno fatto conoscere
al grande pubblico, è iniziata l’attività
“on the road” con innumerevoli concerti in Sicilia,
Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, supportato dalla Roller
Coaster Band, con la quale Umberto Porcaro è riuscito ad
affermare ancora di più la sua identità artistica,
che lo colloca tra le presenze più significative ed apprezzate
del blues italiano.
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| Venerdì
11 luglio

King's
Bros
Venerdì
11 luglio al campo sportivo Bonajuto Somma, teatro dell’Etna
Blues Festival si esibiranno i The King’s Bros (Brothers).
Band giovanissima, nata nel gennaio del 2008, è formata
da Marco Riggi, il quale si definisce chitarrista e voce “con
il sangue blues”, Massimiliano Amico, bassista dal groove
intenso e preciso e Sandro Pittari, batterista definito “shuffle
machine” per il suo stile indistinguibile nei ritmi shuffle,
nonché per la potenza e il dinamismo dei suoi accompagnamenti.
I “Fratelli del re” venerano i “grandi”
della musica blues: da Albert King a B.B. King, da Eric Clapton
a Muddy Waters. Il gruppo si è avvalso di recente della
preziosa collaborazione di Joe Pedros, distintosi all’armonica
per una serie di travolgenti assoli, straordinariamente apprezzati
dal pubblico. “Il blues per noi è motivo di vita
- commenta il chitarrista Marco Riggi. E’ un linguaggio
viscerale che deriva da un insopprimibile bisogno, quasi fisico,
di comunicare il proprio io e le proprie riflessioni sul mondo”.
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Venerdì
11 luglio

CJMBALJNA
Blues band
Il
Concorso Blues Band On Stage, fucina di talenti dall’avvenire
luminoso, ha proposto i Cjmbaljna Blues Band. La formazione musicale
umbra è arricchita dal ritmo composto ed elegante e dalla
simpatia contagiosa di Rowland Jones, voce e chitarra gallese.
“Il nostro connubio professionale è scattato improvvisamente
– ricorda Jones – allorché durante un’esibizione,
datata agosto 2007, nel corso di un concerto della Cjmbaljna Blues
Band a Panicale fui chiamato ad improvvisare qualche pezzo con
coloro che sarebbero diventati subito i miei compagni di band”.
Il gruppo vanta la collaborazione di una scatenata Martina Pedrazzoli
alla batteria, di David Mattaioli alla chitarra, Luca Cipiciani
alla tastiera e Riccardo Corradini al basso. “Nati nel febbraio
del 2005 a Perugia – precisa il bassista Riccardo Corradini
– amiamo il blues tradizionale (Chicago, Mississipi blues)
e realizziamo le cover di Eric Clapton, Steve Ray Vaughan, Muddy
Waters e Aretha Franklin, ma anche dei brani nostri come “Fell
in love with the blues” e “12 bars blue”, con
uno stile del tutto esclusivo e personale”. |
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