Comunicati Stampa
Le performance di Still Nameless e King's Bros del 07/05/2008
Still Nameless e The King’s Bros, ovvero gli “Ancora senza nome” e “I fratelli del re” hanno illuminato il quarto appuntamento stagionale con il IV Concorso Blues Band On Stage, organizzato da Sicilia Blues e dal Comune di Mascalucia, in collaborazione con Regione e Provincia. Le esibizioni della band trapanese e di quella nisssena si sono tenute al Barrique di via San Giuliano 242 a Catania.
Il nome Still Nameless, “nato in fretta e furia pur di partecipare al Concorso musicale di Alcamo del 2003”, “ci ha portato fortuna” – sottolinea il brillante chitarrista Roberto Filippi, fratello gemello del bassista Giuseppe Filippi.
Le performance degli Still Nameless e dei King’s Bros sono partite timidamente, forse per via della fisiologica emozione che deriva dal cimentarsi dinanzi all’autorevole e competente platea del Concorso siciliano, da quest’anno aperto anche alle formazioni musicali presenti sul panorama nazionale.
Amanti dello stile di Joe Bonamassa, gli Still Nameless hanno sciorinato uno stile molto personale arricchito da sonorità rock, ma caratterizzato da sfumature prettamente blues.
La tecnica e i virtuosismi della band stanno crescendo a vista d’occhio tanto da attirare l’attenzione di una radio spagnola che, in seno al programma “Blues en las ondas”, “ha fatto passare i nostri brani – evidenzia con orgoglio e con manifesta soddisfazione il chitarrista Roberto Filippi”.
“Crediamo molto nella musica libera da condizionamenti e aperta al pubblico di qualsiasi età o classe sociale. Ci battiamo strenuamente affinché il pubblico possa ascoltare la nostra musica anche su internet senza dover necessariamente acquistare il nostro prodotto. La nostra è una musica moderna, con echi psichedelici e sonorità vintage anni ’60 e ’70, un po’ distanti dal classico approccio tipicamente blues”.
Il gruppo non nasconde una certa timidezza, soprattutto nella prima parte dell’esibizione e davanti ai taccuini, salvo poi lasciarsi andare meritando i reiterati applausi del numeroso pubblico accorso nel locale catanese.
“Il fatto che in Sicilia il fenomeno blues stia crescendo in maniera sempre più significativa – argomenta il chitarrista degli Still Nameless – ci incoraggia a produrre un sound capace di sperimentare partendo però dalle tradizioni che non devono mai essere dimenticate, ma tenute in costante considerazione. Crediamo che si possa innovare e sperimentare. Tuttavia, è necessario avere rispetto nei confronti di chi ha fatto la storia della musica che ci fa vivere e sognare”.
Performance in crescendo anche per i giovanissimi King’s Bros (Brothers). I “Fratelli del re” venerano con la loro musica i “grandi” della musica blues: da Albert King a B.B. King, da Eric Clapton a Muddy Waters. Il gruppo, nato nel 2007, si è avvalso di recente della preziosa collaborazione di Joe Pedros, distintosi all’armonica per una serie di travolgenti assoli, straordinariamente apprezzati dal pubblico del Barrique. “Il blues per noi è motivo di vita - commenta il chitarrista Marco Riggi. E’ un linguaggio viscerale che deriva da un insopprimibile bisogno, quasi fisico, di comunicare il proprio io e le proprie riflessioni sul mondo”. Da “days of old” di Eric Clapton a “Long distance call” di Muddy Waters la band nissena rimane ancorata alle tradizioni, ma contestualmente schiaccia l’occhio alle nuove evoluzioni della modernità, citando le sonorità vicine al jazz di Robben Ford e non dimenticando l’importanza del funky.
“Il blues nasce come mancanza di libertà – sottolinea il bassista Massimiliano Amico - ma per noi è anche storia di amori perduti e di riflessione amara sulla società contemporanea, nonchè sulla degradazione dei modelli costruiti anche dai grandi mezzi di comunicazione. Andando in cerca dell’arricchimento economico si rimane abbagliati dalla ricerca di falsi idoli a causa di uno sterile individualismo”. “In Walking dog – aggiunge il chitarrista Marco Riggi – invidiamo provocatoriamente il modo di vivere semplice dei cani e ci chiediamo perché mai l’uomo abbia bisogno di prevaricare i propri simili, tormentato da una vaglia matta di emergere e contare qualcosa agli occhi di tutti. Attraverso la nostra musica ci battiamo per una convinta rinuncia ai beni effimeri che attanagliano la nostra società, quali denaro e potere materiale e proponiamo il ritorno ad una vita semplice, serena e caratterizzata dal ripristino dei vecchi valori, a nostro avviso andati perduti”.
Mascalucia, 07/05/2008
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